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Stress da pendolarismo: le città cercano soluzioni

Stress da pendolarismo: le città cercano soluzioni

Ricerca Ibm, le condizioni dei pendolari nelle maggiori città del mondo: trasporti pubblici e gestione tecnologica del traffico tra le soluzioni*

E il problema non è circoscritto a queste nazioni: il 69% di tutti gli intervistati dice che il traffico ha influito nega tivamente sulla salute, circa il 42% ha riferito un aumento dello stress, mentre il 35% una crescita della rabbia. Anche  a Milano il 27% del campione sostiene che nel 2011 il traffico sia migliorato, contro il 7% del 2010, ma anche qui si so
no alzati i livelli di stress: il 61% lo sottolinea, contro il 37% dell’anno precedente. E anche il 61% dei milanesi riti ene che questo abbia inciso negativamente sul suo lavoro.

Per sottrarsi agli ingorghi e alla ricerca di un parcheggio in tutto il mondo si riscopre il trasporto pubblico, che nell’opinione del 41% aiuterebbe a ridurre la congestione del traffico. Dalle parole alla pratica: a Nairobi il 70% ha usato  i mezzi pubblici più spesso nell’ultimo anno, mentre a New York la percentuale di quelli che usano la macchina per andare
 a scuola o al lavoro è scesa al 59%, rispetto al 90% del 2010. A livello mondiale però solo il 35% delle persone ha cambiato il mezzo di trasporto, ma il 45% di chi l’ha fatto, ha optato per i mezzi pubblici. Città del Messico, Shenzhen, Buenos Aires e Pechino sono le città più virtuose, perché è nei Paesi emergenti che si nota il maggiore interesse ad abbandonare  la macchina. D’altra parte sono anche le città dove gli ingorghi sono più feroci, con ritardi di circa due ore. A Mosca,  circa tre automobilisti su dieci (29%) affermano di essere rimasti bloccati per più di tre ore. Fortunati sono gli abitanti di Stoccolma, Singapore, Madrid e Buenos Aires che hanno trascorso meno di 30 minuti imbottigliati nel traffico.

La soluzione che soprattutto città come Los Angeles, Chicago, Mosca e Bangalore indicano per ridurre lo stress è la disponibilità di informazioni più accurate e tempestive sulle condizioni stradali. «Per migliorare il flusso e la congestione del traffico, le città devono andare oltre il conoscere e reagire – ha spiegato Viinodh Swaminathan, director of Intelligent transportation systems, Ibm – devono trovare i modi per prevedere ed evitare le situazioni che causano ingorghi che potrebbero trasformare il mondo in un unico
gigante parcheggio».

Il disagio
Il Commuter Pain Index è un indice che classifica il tributo emotivo ed economico del pendolarismo nelle diverse città. Tiene conto di diversi fattori dal tempo di spostamento, al livello di stress, agli ingorghi. Se gli abitanti di Montreal, Londra e Chicago siedono sugli allori, per quelli di Città del Messico, Shenzhen, Pechino, Nairobi mettersi in macchina equivale a una discesa all’inferno. Anche a Milano, posizionata nella parte alta della classifica, muoversi non è uno scherzo. Il 27% dei milanesi sostiene però che il traffico sia migliorato nell’ultimo anno

Il parcheggio
Gli automobilisti alle prese con il parcheggio hanno vita facile in alcune città come Chicago e Los Angeles, attività che diventa un incubo a New Delhi o a Pechino. Milano è nella parte calda della classifica, ma se la cava meglio di Parigi e Mosca.

*Fonte: tekneco.it/ambiente

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